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# Medici radiati che esercitano altrove: le crepe nel sistema di controllo europeo
- URL: https://www.lanalista.it/medici-radiati-che-esercitano-altrove-le-crepe-nel-sistema-di-controllo-europeo/
- Published: 2026-06-10T23:38:11.000Z
- Updated: 2026-08-04T17:58:26.000Z
- Description: L'inchiesta dell'OCCRP ha svelato una grave falla nel sistema sanitario europeo: oltre cento medici radiati o sospesi per gravi motivi, tra cui violenze sessuali, continuano a esercitare trasferendosi in altri Stati membri.
- Author: Mariza Cibelle Dardi
- Tags: Sanità Pubblica, #fascia-CUSTOM

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Medici radiati che esercitano altrove

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Oltre cento medici radiati o sospesi in un Paese europeo hanno continuato a esercitare la professione in un altro Stato membro. Il dato emerge da [un'inchiesta dell'Organized Crime and Corruption Reporting Project](https://www.occrp.org/en/project/bad-practice?ref=lanalista.it) che ha analizzato, con la collaborazione di 50 testate in decine di Paesi, il funzionamento dei meccanismi di controllo transfrontalieri. Tra i casi documentati, quello di un cardiologo francese condannato nell'aprile 2024 dal Tribunale penale di Aix-en-Provence a quattro anni di reclusione per violenza sessuale contro almeno 12 pazienti, radiato dall'Ordine dei medici francese il 1° marzo 2025 con divieto permanente di esercitare in Francia — e tuttora in attività in un ospedale pubblico di Bruxelles, secondo l'inchiesta condotta insieme da [Le Monde](https://www.lemonde.fr/en/les-decodeurs/article/2026/05/08/how-sanctioned-doctors-kept-practicing-across-the-french-belgian-border%5F6753239%5F8.html?ref=lanalista.it), dal quotidiano belga De Tijd, da France 2 e dall'OCCRP. Per l'Italia, dove la mobilità dei professionisti sanitari verso l'estero è cresciuta negli ultimi anni e dove contemporaneamente si registra un afflusso di medici stranieri per coprire carenze strutturali, il tema solleva interrogativi sia sulla capacità di monitorare chi esce sia su chi entra.

## Il sistema IMI e le sue criticità applicative

Dal 2015 l'Unione europea ha attivato l'Internal Market Information System (IMI), una piattaforma digitale che consente agli Stati membri di scambiarsi informazioni sui professionisti sottoposti a provvedimenti disciplinari. Già nel giugno 2017 la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (FNOMCeO) aveva recepito una comunicazione ministeriale che richiamava l'obbligo di segnalare sospensioni e radiazioni attraverso tale sistema. La stessa Federazione aveva realizzato un database dedicato per supportare gli Ordini provinciali nelle verifiche relative ai professionisti provenienti dall'estero.

Eppure l'inchiesta internazionale documenta come permangano criticità applicative. Le difficoltà riguardano sia la trasmissione tempestiva delle informazioni da parte delle autorità competenti sia l'effettivo utilizzo di tali dati nei processi di iscrizione agli Albi professionali: l'analisi di [Le Monde](https://www.lemonde.fr/en/les-decodeurs/article/2026/05/08/how-sanctioned-doctors-kept-practicing-across-the-french-belgian-border%5F6753239%5F8.html?ref=lanalista.it) su oltre 2.000 segnalazioni IMI attive a fine 2025 ha rilevato che né la Francia né il Belgio, attraverso le rispettive amministrazioni sanitarie centrali autorizzate a consultare il sistema, avevano mai effettivamente controllato gli avvisi ricevuti dagli altri Paesi: la Francia non ne ha consultato nessuno tra quelli emessi dai propri omologhi europei, il Belgio meno del 2%. In Svizzera, Paese non membro dell'Unione ma pur strettamente integrato nel mercato del lavoro sanitario europeo, la situazione appare ancora più frammentata: le autorizzazioni vengono rilasciate a livello cantonale e il Paese non ha accesso al registro IMI. Secondo un'inchiesta della trasmissione [RTS «À bon entendeur»](https://www.rts.ch/info/suisse/14016182-certains-medecins-interdits-trouvent-le-moyen-de-continuer-a-exercer.html?ref=lanalista.it), negli ultimi cinque anni 36 medici sono stati interdetti dall'esercizio in Svizzera, e almeno un terzo di loro avrebbe continuato l'attività nonostante il divieto.

## I ritardi della Commissione Centrale e l'effetto sospensivo

In Italia, il nodo della tempestività si intreccia con il funzionamento della Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS), l'organo che esamina i ricorsi contro le sanzioni disciplinari degli Ordini. Il presidente della FNOMCeO Filippo Anelli aveva richiamato l'attenzione sull'elevato numero di procedimenti pendenti — arretrato che, secondo la Federazione, ha superato le 800 pratiche non ancora esaminate. Il ricorso alla CCEPS comporta la sospensione dell'efficacia della sanzione fino alla decisione definitiva. I ritardi accumulati rischiano dunque di vanificare l'effetto deterrente dei provvedimenti disciplinari più gravi e di prolungare situazioni di incertezza: come ha spiegato lo stesso Anelli, «allo stato attuale sono numerosi, a causa di alcuni intoppi e ritardi che hanno portato di fatto alla paralisi di questo organismo giurisdizionale speciale, i ricorsi ancora pendenti dinnanzi alla CCEPS. E questo, di fatto, vanifica l'azione sanzionatoria degli Ordini, facendo sì che medici sospesi o addirittura radiati continuino a esercitare», secondo quanto riportato dal [portale ufficiale della FNOMCeO](https://portale.fnomceo.it/anelli-fnomceo-cceps-istituire-commissione-stralcio-per-smaltire-arretrati-e-dare-esecutivita-alle-sanzioni-disciplinari-degli-ordini-ora-medici-radiati-e-sospesi-continuano-a-esercitare/?ref=lanalista.it).

Per affrontare il problema è stata prevista una sezione stralcio della Commissione con il compito di accelerare l'esame dei procedimenti arretrati, istituita con decreto legge e limitata ai contenziosi conclusi in primo grado con le sanzioni meno gravi — avvertimento, censura o sospensione — per consentire alla Commissione di concentrarsi sulle radiazioni, secondo quanto proposto dallo stesso Anelli. Resta da valutare se questa misura sarà sufficiente a ridurre in modo significativo i tempi. Nel frattempo, un medico radiato da un Ordine provinciale può, almeno in teoria, spostarsi in un altro Paese europeo e tentare l'iscrizione a un nuovo Albo prima che la sanzione diventi definitiva. La frammentazione delle procedure e la lentezza amministrativa creano una zona grigia in cui i controlli incrociati faticano a essere efficaci.

## Tra carenza di personale e fiducia del paziente

La questione si aggrava in un contesto di carenza strutturale di medici. In Italia, come in Svizzera, la necessità di coprire posti vacanti spinge a velocizzare le procedure di riconoscimento dei titoli stranieri. Il medico cantonale di Ginevra, Alessandro Cassini, nell'inchiesta della trasmissione [«À bon entendeur» (RTS)](https://www.rsi.ch/info/svizzera/Il-fenomeno-dei-medici-che-esercitano-senza-permesso--3688410.html?ref=lanalista.it) andata in onda il 21 aprile 2026, ha dichiarato che la validazione dei titoli richiede la verifica di vari documenti, tra cui il casellario giudiziale e il «good standing»: «Ci sono diversi documenti che i professionisti devono fornirci. Tra questi il good standing, una dichiarazione di buona condotta del medico, ma anche il casellario giudiziale e altri documenti». Ma se i controlli si basano sulla buona fede e sulla collaborazione volontaria tra autorità nazionali, il margine di errore resta ampio, come dimostra lo stesso caso franco-belga: la radiazione del cardiologo era stata correttamente notificata tramite IMI, ma nessuna delle due amministrazioni coinvolte aveva mai verificato l'allerta.

Il registro MedReg, istituito dall'Ufficio federale della sanità pubblica svizzero, permette ai pazienti di verificare se il proprio medico ha il diritto di esercitare. Tuttavia, il sistema non indica le ragioni dell'eventuale mancanza di autorizzazione, per motivi di protezione dei dati. In Italia il registro degli Ordini professionali consente ricerche simili, ma non sempre i pazienti ne sono a conoscenza o hanno gli strumenti per interpretare correttamente le informazioni.