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# Nepal, tra vette e resort di lusso. Il costo ecologico del turismo a cinque stelle
- URL: https://www.lanalista.it/nepal-la-scommessa-del-lusso-alberghiero-tra-crescita-e-fragilita-ambientale/
- Published: 2026-07-30T13:44:12.000Z
- Updated: 2026-08-13T21:22:29.000Z
- Description: Cambia rotta il turismo nepalese: non più solo trekking a basso costo, ma alberghi di lusso pensati per attrarre una clientela di alto profilo. Ma la crescita si scontra con un ambiente himalayano già sotto pressione: con 60mila visitatori l'anno e una montagna di rifiuti da smaltire.
- Author: Cibele Dardi
- Tags: Clima & Ambiente, Turismo

Il Nepal accoglie oggi circa 1,158 milioni di turisti internazionali all'anno, un flusso tornato quasi ai livelli pre-pandemici — il 97% del picco del 2019 — secondo i dati del Nepal Tourism Board. Su questa base il Paese himalayano punta a un cambio di passo: lasciarsi alle spalle l'immagine da meta «zaino in spalla» per affermarsi come destinazione di lusso in Asia meridionale, attirando visitatori disposti a spendere di più e a fermarsi più a lungo.

## L'ingresso di Marriott e la mappa dei grandi marchi

Il segnale più forte arriva da Marriott International, che insieme alla nepalese Cg Hospitality Global svilupperà il Ritz-Carlton Kathmandu e il Westin Kathmandu, entrambi attesi nel 2031\. Prima ancora, a ottobre 2026, aprirà il Luxury Collection Kathmandu, primo hotel di questo marchio in tutta l'Asia meridionale, come riporta [Travel Quotidiano](https://www.travelquotidiano.com/alberghi/nepal-spinta-al-lusso-lavanzata-delle-catene-alberghiere-internazionali/tqid-520009?ref=lanalista.it). Marriott gestisce già nel Paese Kathmandu Marriott, Aloft Kathmandu e Fairfield by Marriott, e con questi nuovi progetti amplia un portafoglio già tra i più ampi del comparto internazionale in Nepal.

Accanto al colosso statunitense, il panorama alberghiero nepalese vede da tempo la presenza di Hyatt, Hilton, Sheraton e Best Western. IHG è il gruppo più attivo negli sviluppi recenti, con l'InterContinental Kathmandu Lazimpat, l'Hotel Indigo di Pokhara, gli InterContinental Resort di Begnas Lake e Chitwan e il Crowne Plaza di Lumbini, secondo una rassegna di [Nepal Tourism](https://nepal-tourism.com/blog/new-hotels-in-nepal?ref=lanalista.it). Il francese Louvre Hotel Group è presente a Chitwan con il Royal Tulip, mentre il thailandese Centara ha aperto a Pokhara l'Himalayan Hideaway. Accor, dal canto suo, ha firmato nel 2022 il suo primo hotel nel Paese, un Mercure da 105 camere a Kathmandu, la cui apertura è prevista nel 2026, come indicato dal [comunicato ufficiale del gruppo](https://press.accor.com/middle-east-africa-asia-pacific/accor-signs-first-mercure-property-in-nepal/?lang=eng&ref=lanalista.it). Pokhara, in particolare, si sta affermando come epicentro di questa espansione, favorita dall'apertura del nuovo aeroporto internazionale della città.

## La ricostruzione dopo il terremoto e le infrastrutture in cantiere

La svolta verso il turismo di alto valore affonda le radici nel terremoto del 2015, dopo il quale il governo nepalese ha scelto una strategia di *Build Back Better*, orientata non solo al restauro ma a un riposizionamento complessivo del comparto turistico. Su questo fronte si muovono anche gli investimenti infrastrutturali: l'aeroporto internazionale Tribhuvan è interessato da lavori di potenziamento — una nuova via di rullaggio parallela, ulteriori piazzali di sosta e hangar — con l'obiettivo dichiarato di raggiungere una capacità di 10 milioni di passeggeri all'anno, secondo quanto riportato da [Spotlight Nepal](https://www.spotlightnepal.com/2024/12/03/tribhuvan-international-airports-capacity-enhancement-work-is-in-full-swing/?ref=lanalista.it). 

Tra i progetti strategici c'è l'ampliamento a quattro corsie della tratta Pokhara-Mugling, finanziato dalla Banca Asiatica di Sviluppo per potenziare il collegamento tra la capitale e Pokhara. L'intervento rientra in un piano più ampio di supporto alla connettività e al turismo nel Paese, sostenuto da una strategia di partenariato 2025-2029 che mette sul piatto oltre 1,9 miliardi di dollari.

## Il nodo della sostenibilità ambientale

Alla crescita del turismo di lusso si affianca un tema che attraversa da anni il dibattito nepalese: la pressione sull'ambiente montano. L'Everest Base Camp accoglie ormai attorno ai 60mila visitatori l'anno, un flusso che genera un carico crescente di rifiuti: le stime più recenti parlano di 50-60 tonnellate raccolte annualmente al campo base dal Sagarmatha Pollution Control Committee, cifra che sale fino a 200 tonnellate se si considera l'intera valle del Khumbu, secondo [Lonely Planet Italia](https://www.lonelyplanetitalia.it/articoli/arte-e-cultura/arte-rifiuti-e-sherpa-come-la-valle-del-khumbu-sta-reinventando-il-turismo-sull-everest?ref=lanalista.it). 

Da undici anni agli scalatori che superano il campo base viene richiesta una cauzione di 4mila dollari, restituita solo a chi riporta a valle almeno 8 chili di rifiuti; un meccanismo che si è rivelato parzialmente inefficace, tanto che il ministero del Turismo nepalese sta valutando di trasformarlo in una quota fissa e non rimborsabile, destinata a finanziare un punto di controllo a 6.750 metri e guardie alpine dedicate alla sorveglianza delle zone più prossime alla vetta, come racconta [Il Dolomiti](https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/attualita/2026/everest-una-montagna-di-rifiuti-il-piano-per-gestirli-e-stato-un-fallimento-sulla-vetta-piu-alta-del-mondo-50-tonnellate-di-spazzatura-e-il-governo-nepalese-cerca-soluzioni?ref=lanalista.it).

Sul fronte della sostenibilità, i primi segnali di cambiamento non mancano: il Barahi Jungle Lodge è stato la prima struttura del Paese a ottenere la certificazione ecologica del Consiglio Mondiale dei Viaggi e del Turismo. A Kathmandu, il Consiglio Globale per il Turismo Sostenibile e la piattaforma Agoda avevano già avviato percorsi di formazione per circa sessanta operatori locali insieme all'agenzia americana USAID, prima che l'amministrazione Trump ne disponesse lo smantellamento nel 2025.

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