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# SIMI-FADOI: «Pazienti complessi ma regole del 1988. Urgono letti semintensivi in medicina interna»
- URL: https://www.lanalista.it/simi-e-fadoi-urgono-letti-semintensivi-in-medicina-interna/
- Published: 2026-06-07T14:01:37.000Z
- Updated: 2026-07-07T22:16:47.000Z
- Description: In Italia, sei pazienti su dieci ricoverati in medicina interna richiedono cure di media-alta intensità, ma i reparti sono ancora classificati «a bassa intensità». SIMI e FADOI chiedono il riconoscimento strutturale delle terapie semintensive.
- Author: Mariza Cibelle Dardi
- Tags: Sanità Pubblica, Salute

![audio-thumbnail](https://storage.ghost.io/c/7a/03/7a03b225-9a5c-47e7-b203-a8b2ced6be49/content/media/2026/06/ElevenLabs_2026-06-07T14_29_29_Lorenzo---Youthful--Expressive---Inspiring_pvc_sp100_s50_sb75_se0_b_m2-1_thumb.png)

SIMI e FADOI: «Servono terapie semintensive riconosciute per legge»

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In Italia, sei pazienti su dieci ricoverati in medicina interna hanno bisogno di cure impegnative. Eppure, per la legge, **questi reparti sono ancora considerati «a bassa intensità», con standard** e presenza di personale fissati dal [decreto ministeriale del 1988](https://elearning.uniroma1.it/pluginfile.php/302542/mod%5Ffolder/content/0/DM13-09-88.pdf?ref=lanalista.it) e solo parzialmente aggiornati con il [D.M. 70/2015](https://www.fpcgil.it/wp-content/uploads/2019/08/DM-70%5F2015-regolamento-per-la-definizione-degli-standard-qualitativi-stutturarli-tecnologici-e-quantitativi-dellasistenza-ospedaliera.pdf?ref=lanalista.it). 

Per superare questo paradosso, da Bologna è partito un appello forte: i medici internisti della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) e della Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI) **chiedono a Governo, Ministero della Salute e AGENAS che le cosiddette «terapie semintensive» vengano finalmente riconosciute per legge all'interno dei loro reparti.** A loro si aggiungono SIMEU, ACEMC e l'Università di Bologna, a confermare la forza unitaria dell'appello lanciato durante il [meeting nazionale](https://www.ausl.bologna.it/news/current/al-via-il-meeting-nazionale-sulla-terapia-semintensiva-in-medicina-interna?ref=lanalista.it) *«La terapia semintensiva in medicina interna»*, organizzato dall'Azienda USL di Bologna e dall'Ospedale Maggiore. 

Il motivo è semplice: **oggi in medicina interna ogni paziente è clinicamente complesso**. Uno studio congiunto SIMI–FADOI sui reparti lombardi, pubblicato nel 2025, mostra che circa il 60% dei ricoverati presenta un'intensità di cura medio‑alta. 

> «Gestiamo malati estremamente complessi che spesso si complicano proprio durante la degenza, con edemi polmonari, insufficienze respiratorie, sepsi e shock settici» afferma Nicola Montano, presidente SIMI. «Per questo motivo i reparti di medicina interna hanno necessità assoluta di avere al proprio interno letti di terapia semintensiva, con monitoraggio più avanzato e più personale specializzato».

Per assisterli al meglio, l'appello chiede di poter attivare letti costantemente monitorati, aree dedicate e personale medico e infermieristico formato ad hoc. L'obiettivo è anche definire la figura del **medico internista del futuro: un «hospitalist» a 360 gradi, capace di intervenire in modo rapido e sicuro quando la situazione del paziente diventa critica**, con competenze che vanno dalla ventilazione non invasiva all'ecografia bedside POCUS, dal monitoraggio emodinamico alla gestione delle emergenze cardio‑respiratorie. 

![Un momento del Meeting nazionale «La terapia semintensiva in medicina interna», che ha visto riunite le principali società scientifiche (SIMI, FADOI, SIMEU, ACEMC) e l'Università di Bologna.](https://storage.ghost.io/c/7a/03/7a03b225-9a5c-47e7-b203-a8b2ced6be49/content/images/2026/06/Gli-specialisti-a-confronto-oggi-al-Meeting-Nazionale----La-Terapia-Semintensive-in-Medicina-Interna.-Appropriatezza-clinico-organizzativa--efficienza-gestionale-e-sicurezza-del-paziente_2-1.jpeg)

I rappresentanti di SIMI, FADOI, SIMEU, ACEMC e dell'Università di Bologna riuniti al Meeting nazionale «La terapia semintensive in medicina interna».

Per farlo, le società scientifiche stanno preparando un [dossier programmatico](https://www.fadoi.org/press-room/medicina-interna-3-0-si-riparte-dalla-rinnovata-alleanza-simi-fadoi/?ref=lanalista.it) da presentare all'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) e al Ministero della Salute. 

> Nicola Montano però è chiaro anche sulla questione spinosa degli organici: «Le difficoltà gestionali delle aziende sanitarie, a partire dalla carenza di personale infermieristico, renderebbero impossibile un'attivazione immediata e di massa» dei letti di semintensiva. Per questo la richiesta immediata è prima di tutto «il diritto e il riconoscimento giuridico» di poterli attivare, rimandando a una fase successiva la piena implementazione. 

Senza questo passaggio, il rischio è di creare terapie semintensive solo sulla carta, come previsto anche nell'[allegato tecnico sugli standard ospedalieri](https://storagehub.homnya.net/cmsimage/allegati/allegato1652262708.pdf?ref=lanalista.it) del D.M. 70.

Il messaggio alle istituzioni è chiarissimo: senza una legge aggiornata e senza il personale adeguato, il Servizio sanitario nazionale continuerà a curare malati sempre più gravi con standard definiti quasi quarant'anni fa. **È una riforma necessaria e urgente, indispensabile** per assicurare cure appropriate e maggiore sicurezza ai pazienti più fragili.