Venti milioni di barili di petrolio e oltre cento miliardi di metri cubi di gas in un anno: tanto vale tenere aperto lo Stretto di Hormuz. Il blocco del 2026 supera per impatto sistemico le crisi del 1973, 1979 e 2022 messi insieme.
La Germania introduce una nuova leva «selettiva» e altri Paesi europei tornano a parlare di coscrizione. I dati italiani e tedeschi mostrano però una mappa del consenso molto più sfumata, soprattutto tra i più giovani.
Se si guarda a come gli over 65 europei descrivono la propria salute, gli italiani emergono con una tendenza più marcata a considerarsi in condizioni «buone» o «molto buone» rispetto agli altri Paesi europei.
Sempre più lavoratori sono vincolati a part‑time forzati e orari instabili, una combinazione che abbassa il reddito e rende difficile organizzare spese, cura familiare e attività aggiuntive.
Nelle zone turistiche o al centro di Milano, le case costano così tanto che un cameriere o un cuoco non possono più permettersi l'affitto. Risultato? I titolari di bar e ristoranti restano senza personale perché nessuno può permettersi di vivere vicino al posto di lavoro.
L’aspettativa di vita non è più solo una questione di fortuna o di buoni geni, ma di accesso a tecnologie capaci di intervenire direttamente sui processi dell’invecchiamento.
Non sono più solo i senza dimora a fare la fila alle mense sociali: ci sono anche persone con un lavoro e uno stipendio fisso. I dati Caritas, incrociati con il calo del potere d’acquisto, descrivono un ceto medio in scivolamento verso la soglia di povertà.