La Commissione europea ha posto un freno alle interpretazioni elastiche del regolamento comunitario sui diritti dei passeggeri aerei. Con una nota esplicativa diffusa dalla Direzione generale Mobilità e Trasporti, Bruxelles ribadisce che l'aumento del prezzo del carburante non costituisce una circostanza straordinaria che esonera le compagnie aeree dal rimborso integrale dei biglietti in caso di cancellazione. La precisazione arriva mentre diverse compagnie, anche operanti in Italia, avevano iniziato a invocare la volatilità dei mercati energetici per giustificare ritardi nei rimborsi o per applicare trattenute sui voucher offerti ai passeggeri.