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Hormuz, Fao e Ue temono shock alimentare globale entro sei mesi

Il blocco di Hormuz rischia di innescare una crisi alimentare globale entro un anno. La Fao chiede misure urgenti, mentre l'Ue lancia un piano fertilizzanti già bocciato dall'Italia.

Hormuz, Fao e Ue temono shock alimentare globale entro sei mesi
Photo by Andy Cat / Unsplash
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La chiusura dello Stretto di Hormuz rischia di innescare una crisi alimentare globale entro sei-dodici mesi. Lo ha avvertito la Fao, che invita governi e agricoltori ad agire subito: trovare rotte commerciali alternative, evitare restrizioni all'export, proteggere i flussi umanitari e accumulare riserve. Secondo Maximo Torero, capo economista dell'agenzia Onu, «la finestra per adottare misure preventive si sta rapidamente chiudendo» e le decisioni su fertilizzanti e importazioni prenderanno ora determineranno l'entità della crisi.

Anche la Commissione europea ha lanciato un «Piano fertilizzanti» per fronteggiare l'emergenza, ma le principali sigle agricole italiane – Coldiretti, Confagricoltura e Cia – lo giudicano «deludente». I prezzi dei fertilizzanti azotati sono cresciuti del 70% rispetto alla media 2024, tornando ai picchi del 2022 post-invasione russa dell'Ucraina. Nell'ultimo trimestre 2025, i rincari hanno colpito 24 Stati membri su 27, con punte del 16,8% in Romania.

La crisi dello Stretto di Hormuz rischia dunque di propagarsi dall'energia all'agricoltura, colpendo filiere già fragili e amplificando le tensioni sui mercati globali delle materie prime alimentari.

 Redazione

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