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Perché la narrativa italiana vince premi prestigiosi ma non vende all'estero?

Negli USA, solo il 3% dei libri pubblicati è una traduzione. Un dato che spiega perché i nostri autori raramente appaiono sul Guardian o sul New York Times.

Vista di scaffali di una libreria
Photo by Susan Q Yin / Unsplash
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Il Guardian ha pubblicato una classifica dei cento migliori romanzi di tutti i tempi, basata su una consultazione globale tra autori, critici e accademici. . Questa iniziativa fa riflettere sulla situazione dei libri italiani all'estero: mentre il patrimonio narrativo nazionale gode di riconoscimento internazionale, la capacità di trasformare quel prestigio in quote di mercato globale resta limitata. Solo il 3% dei libri pubblicati negli Stati Uniti proviene da traduzioni, e l'italiano – nonostante Calvino, Eco, Ferrante – rappresenta una frazione residuale di quel segmento (le traduzioni in inglese dall'italiano costituiscono meno dell'1% delle traduzioni pubblicate nel Regno Unito). La domanda non riguarda quindi la qualità della letteratura prodotta in Italia, ma l'architettura industriale che ne governa la circolazione.

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