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Hantavirus, la crociera Hondius ora è un caso per l’Oms

Quaranta giorni di isolamento e tre vittime trasformano la crociera d’élite della Hondius in un caso sanitario internazionale. Il focolaio mette a nudo le falle dei protocolli post-Covid in un settore che vale 4,8 miliardi di euro.

vista in mare della nave da crociera MV Hondius
AcfiPress Noticias Canarias, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Quaranta giorni di isolamento e navigazione controllata per la MV Hondius, la nave da crociera finita al centro di un focolaio di hantavirus che ha coinvolto oltre sessanta passeggeri e membri dell’equipaggio. L’episodio, ricostruito anche dal quotidiano spagnolo «El País», riaccende un tema che l’Italia conosce bene: la vulnerabilità delle grandi infrastrutture del turismo di massa quando diventano teatro di un’emergenza sanitaria. Mentre le autorità portuali esitavano ad autorizzare lo sbarco, i passeggeri – tra cui almeno dodici italiani – si sono ritrovati in uno scenario che richiama i primi mesi del Covid-19, quando le navi da crociera si trasformarono in incubatori virali galleggianti.

La vicenda della Hondius non è un incidente isolato, ma il sintomo di una tensione strutturale nel modello economico del turismo europeo. L’Italia, che nel 2025 ha registrato 13,2 milioni di passeggeri crocieristici secondo i dati di Assoporti, dipende da un settore che genera circa 4,8 miliardi di euro l’anno solo nei porti nazionali. Venezia, Civitavecchia, Genova e Napoli sono snodi chiave delle rotte mediterranee, ma i protocolli sanitari introdotti dopo il 2020 si sono progressivamente allentati. La spinta delle compagnie a comprimere tempi di imbarco e costi di screening ha finito per prevalere sulle raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, che già nel 2024 invitava a mantenere controlli rafforzati sulle rotte considerate a elevato rischio zoonotico.

Perché il virus ha trovato terreno fertile a bordo

La MV Hondius non è una nave qualunque, ma un gioiello della navigazione polare progettato per le "expedition" di lusso, con biglietti che superano agevolmente i 15.000 euro a persona. Progettata per un’élite di fotografi naturalisti, blogger e avventurieri, la vita a bordo ruota attorno a punti di osservazione panoramici in plancia e sale conferenze dove si dibatte di ecologia polare con esperti del settore.Il viaggio prevede tappe spettacolari tra la Penisola Antartica, la Georgia del Sud e le remote isole dell’Atlantico meridionale, un itinerario studiato per una cerchia ristretta di blogger di viaggio, fotografi naturalisti e avventurieri professionisti.

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