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Pagare col telefono: perché non ci sembra più di spendere

Così i piccoli tap quotidiani – un caffè, una corsa, uno snack – scivolano sotto il radar, mentre solo a fine mese, guardando l’estratto conto, scopriamo quanto ci è costata davvero quella sensazione di non aver speso quasi nulla.

Pagare col telefono: perché non ci sembra più di spendere
Photo by naipo.de / Unsplash
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Pagare è diventato un gesto quasi invisibile. Un tap sullo smartphone, una carta avvicinata al pos, un orologio che vibra e ti dice che è andato tutto a buon fine. Nessuna banconota che cambia mano, nessuna moneta che tintinna. Solo un bip e un messaggio: «Transazione approvata».

Per molti è un enorme passo avanti in comodità. Niente più portafogli gonfi, meno tempo alla cassa, meno ansia da contanti insufficienti. Ma la leggerezza del gesto ha un effetto collaterale: la spesa smette di essere un atto fisico e diventa qualcosa che accade in sottofondo. Il portafoglio non si svuota mai davanti ai tuoi occhi. Semplicemente, a fine mese, trovi un estratto conto più lungo.

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