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L’abbonamento che non disdici mai: l’economia dei 7,99 euro al mese

Dimenticati, ma mai interrotti. Quegli 8 euro che scivolano via dal conto ogni mese. Piccole cifre per servizi che non usiamo, che restano in vita solo perché disdirli richiede più energia di quanta ne serva per ignorarli.

smartphone con schermo che mostra in primo piano la schermata di attivazione dell'abbonamento Youtube
Photo by Zulfugar Karimov / Unsplash

Ogni mese succede la stessa cosa. Entra lo stipendio, escono le spese fisse «serie» – affitto, mutuo, bollette, spesa – e insieme a loro una fila di piccoli importi che non guardi più da tempo: 7,99 euro, 4,99, 12,49. Musica, serie tv, cloud, una app che non usi quasi mai ma che «costa poco».

Ci siamo abituati a vivere a canone mensile. Non riguarda solo i servizi digitali. Ormai puoi abbonarti alla palestra, al rasoio, al caffè, alle consegne veloci, al software che usi per lavorare. Il prezzo è pensato per sembrare irrilevante. Meno di una pizza, meno di due caffè al bar, meno di una corsa in taxi. La forza del modello sta proprio lì: nella somma di importi che non prendono mai la forma di un «no».

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