Ogni mese succede la stessa cosa. Entra lo stipendio, escono le spese fisse «serie» – affitto, mutuo, bollette, spesa – e insieme a loro una fila di piccoli importi che non guardi più da tempo: 7,99 euro, 4,99, 12,49. Musica, serie tv, cloud, una app che non usi quasi mai ma che «costa poco».
Ci siamo abituati a vivere a canone mensile. Non riguarda solo i servizi digitali. Ormai puoi abbonarti alla palestra, al rasoio, al caffè, alle consegne veloci, al software che usi per lavorare. Il prezzo è pensato per sembrare irrilevante. Meno di una pizza, meno di due caffè al bar, meno di una corsa in taxi. La forza del modello sta proprio lì: nella somma di importi che non prendono mai la forma di un «no».