È un'Italia che crede nella sostenibilità: il 90% delle famiglie considera l'Agenda 2030 importante e si aspetta decisioni forti e coerenti dalla politica. Lo ha dichiarato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), nell'evento conclusivo della decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, svoltosi il 22 maggio 2026 alla Camera dei Deputati, con i lavori aperti da un videomessaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Eppure, secondo il Rapporto ASviS 2025, su sei Obiettivi su 17 l'Italia è oggi in condizioni peggiori rispetto al 2010 — tra questi disuguaglianze, povertà, sistemi idrici ed ecosistemi terrestri. In un momento in cui la competitività verde è diventata fattore strategico nell'agenda europea, con la direttiva RED III che fissa al 42,5% la quota di energia da fonti rinnovabili entro il 2030, l'Italia rischia di restare strutturalmente indietro se non tradurrà rapidamente la pressione sociale in interventi legislativi concreti.
«I prossimi 18 mesi rappresentano un'opportunità irripetibile per dotare l'Italia di una visione e di un piano per il suo futuro in nome dello sviluppo sostenibile» ha avvertito Giovannini, sottolineando che le imprese che hanno investito in sostenibilità «hanno aumentato produttività e competitività, crescono più delle altre e creano più occupazione». Il mercato risponde, la politica insegue: manca ancora quella visione integrata e coerente che il Rapporto di Primavera 2026 di ASviS indica come condizione necessaria per non mancare l'appuntamento con il 2030.